giovedì 25 agosto 2016

Visti al museo (145) - Polvani

  

L'artista aretino Dario Polvani, ben noto per essere fra gli artisti del piccolomuseo di Fighille, sarà protagonista, assieme al collega Alfiero Coleschi, dell'evento “Forme in libertà: Dario Polvani pittura & Alfiero Coleschi scultura in mostra ad Arezzo dal 26 agosto al 10 settembre 2016 a Via Cavour 85, nell'ambito dei festeggiamenti in onore del 600° Anniversario della nascita di Piero della Francesca con una esposizione dedicata alla creatività e alle tre Giostre del Saracino del 2016.



L’esposizione comprende circa 10 opere realizzate da Dario Polvani e una selezione di sculture di Alfiero Coleschi, due noti artisti che celebrano oltre 50 anni di lavoro ciascuno. Due spiriti liberi e artisti eccellenti per festeggiare Piero della Francesca e la Giostra del Saracino.
Le celebrazioni pierfrancescane proseguono quindi con due autori aretini di meritato successo, in particolare per la loro grande capacità di creare con originalità e fantasia sia nel figurativo sia nell’astratto.  
L’esposizione è a cura di Danielle Villicana D’Annibale, artista californiana e fondatrice di Via Cavour 85, coadiuvata dal light designer Maurizio D’Annibale. Per l’inaugurazione, venerdì 26 agosto alle ore 18, ci sarà una presentazione condotta dal noto giornalista e artista Michele Foni di Sansepolcro.
L’evento è organizzato da Villicana D’Annibale, Inc., in collaborazione con Toscana Cultura. La mostra fa parte del progetto Stupor Mundi Semplicemente Piero, la nuova proposta per l’arte contemporanea ad Arezzo in onore del 600° anniversario della nascita di Piero della Francesca, che sta riscuotendo successo e seguito. All’evento inaugurale sarà presente il giornalista Fabrizio Borghini per la trasmissione Incontri con l'Arte di Toscana TV.  

Dario Polvani
Alfiero Coleschi

mercoledì 24 agosto 2016

La straordinaria arte di Sergio Massetti al Piccolomuseo di Fighille


Siamo lieti di annunciare che, in concomitanza con il prossimo Premio Nazionale di Pittura (30 settembre / 1-2 ottobre 2016), il Piccolomuseo di Fighille ospiterà una mostra personale dell'artista Sergio Massetti che proporrà al pubblico una selezione delle sue piu' importanti e recenti sculture.  


E' assolutamente incredibile la capacità di Massetti nel saper ridare vita a oggetti ormai apparentementi inutili, ridotti a semplici rifiuti e rottami abbandonati, destinati alla distruzione. Sergio ridà loro la vita, li ricompone e li reinterpreta fondendoli in composizioni artistiche uniche nel loro genere in grado di lasciare il visitatore assolutamente senza fiato. 
C'è qualcosa di magico in quello che riesce a fare questo "fighillese" d'adozione ed è per questo che il piccolomuseo è assolutamente felice di presentarlo al pubblico in occasione del piu' importante annuale evento artistico.  
Sarà una mostra unica nel suo genere, che non lascerà indifferente chi avrà voglia di visitarla! Appuntamento ad ottobre.

 

Proponiamo un estratto di un bell'articolo ad opera di Luisanna Tuti:
...."Sergio ha un grande dono: conosce il valore delle cose. Non vuole conquistare, non vuole stupire. Non è nelle sue intenzioni. Artista di straordinaria umanità il verbo che tanto gli sta a cuore è: rianimare. Non definisce le sue opere “sculture”, bensì assemblaggio di oggetti: vecchi, moderni, antichi, curiosi. Passione di mettere insieme “materiali”, fino ad allora destinati a scopi differenti. are loro forme diverse, modificandoli e trasformandoli. Cucchiai, forchette, molle, viti, chiodi, tutti oggetti che sicuramente sarebbero finiti abbandonati in qualche discarica. Questa passione per l'arte è nata tanto tempo fa, ma solo da cinque anni , a 50 anni, ha deciso di abbandonare i panni di imprenditore e dedicarsi alla sua arte in maniera continuativa. Ha trascorso molto tempo a raccogliere “cose”, a disegnare oggetti, fino ad arrivare alla decisione di seguire esclusivamente la sua vena artistica. A 13 anni Sergio aveva già il suo piccolo laboratorio dove, anziché riparare giocattoli, motorini o vecchie biciclette, li rompeva, per poterne costruire di nuovi, dettati dalla sua fantasia, dal sacro fuoco della sua creatività. Pezzi unici, particolari, diversi da tutti. Massetti non ricicla, ma rianima gli oggetti dando loro nuova vita...."
 


martedì 23 agosto 2016

Visti al museo (144) - Chiarani

  



L'artista Franco Chiarani, presente nella collezione permanente  del Piccolomuseo di Fighille, è stato protagonista nei mesi scorsi di una importante mostra personale presso la Galleria 13 – arte moderna e contemporanea, dal titolo “Suggestive monocromie”.

 
La mostra è stata curata da Sara Cavagnari, con testi critici di Vittorio Spampinato, Direttore del Museo Cà la Ghironda di Bologna, e Giancarla Tognoni. Sono state esposte una ventina di opere, tutte olio e tecnica mista su carta, intavolate o meno, che mostrano la personale visione dell’arte di Franco Chiarani, artista eclettico e raffinato, che da un vero amore per la carta e per l’arte nordica, ha saputo creare uno stile pittorico unico e vibrante, con chiari omaggi alla pittura italiana di metà ‘900 e ad alcuni grandi maestri come Schiele e Kokoschka.
Lo stesso Vittorio Sgarbi ha personalmente selezionato e scelto Franco Chiarani, inserendolo nella ristrettissima cerchia di artisti italiani che sono stati esposti a Expo Italia 2015.

lo studio dell'artista
Franco Chiarani è nato ad Arco di Trento nel 1946 e ad Arco ha vissuto la sua vita finora, portando avanti la sua ricerca artistica e arricchendo la sua esperienza di viaggi, incontri e frequentazioni molto ampie, sia nazionali che internazionali. È impossibile elencare le numerose mostre collettive a cui ha preso parte in Italia e all’estero e gli svariati riconoscimenti, premi e vittorie in concorsi e contesti sia nazionali che internazionali, cui si aggiungono anche partecipazioni a fiere d’arte specializzate, di livello europeo.
Chiarani ha lavorato una vita intera in una cartiera quindi la carta non ha segreti per lui. Sperimenta su carte speciali, importate dal nord Europa, o carte da parati che danno effetti materici molto particolari, a volte è la carta stessa che emerge dalla macchia di colore, come fosse essa stessa protagonista del quadro.
Prima ancora di iniziare a dipingere un passaggio fondamentale è il trattamento della carta per rendere quest’ultima e la materia pittorica un corpo unico, un tutt’uno. Spesso lascia per ore le carte immerse nell’acqua affinché il pigmento possa penetrare meglio nelle fibre; proprio per agevolare questa operazione l’artista ha fatto installare una vasca da bagno nel suo studio.


Questa la presentazione di Giancarla Tognoni:
Franco Chiarani dipinge da quando era ragazzo, e fin da bambino ha guardato, ammirato, osservato pittori e pitture, con attenzione e desiderio. Il desiderio di esprimersi attraverso l’immagine dipinta lo ha portato a cimentarsi, completamente autodidatta, con disegni e colori; una continua, incessante sperimentazione alla ricerca del modo migliore per comunicare con il resto del mondo attraverso la forma che lui ama di più. Non è stato facile giungere al risultato odierno, ma Chiarani è un lavoratore instancabile: cerca, dipinge, crea i suoi colori, dipinge, osserva, dipinge. È il suo modo di comunicare, è il suo modo di trasmettere emozioni, di commentare il mondo, di affrontare la vita. 


Nel corso della sua esperienza ha catturato dei codici pittorici originalissimi e raffinati, che richiamano innumerevoli suggestioni – i suoi maestri virtuali, i suoi incontri, le sue letture – ma le propongono riviste, rielaborate e trasformate in modo assolutamente personale e irripetibile. Nonostante l’estremo lavorio, la ricercatezza dei segni, la selezione intransigente dei colori per la sua tavolozza, ormai quasi monocromatica, Chiarani riesce comunque a trasmettere emozione con una forza incredibile, a volte violenta. L’immediatezza dei suoi disegni è sorprendente, perché frutto di un lavoro attento e appassionato non tanto per garantirne la resa, quanto per eliminare quegli ostacoli che potrebbero limitarne la forza. Ed ogni aspetto o particolare della materia che lui lavora, acquista significato e regala significato alle sue opere: la sinuosità delle linee che estraggono soggetti dai tratti di matita e dalle sfumature penetrate nel foglio, la profondità che proviene dalla stratificazione di pigmenti e dalla sovrapposizione di carte e tele. 


Soprattutto nell’uso della carta emergono la sua sapienza e il genio pittorico con maggiore incisività. Franco Chiarani ama la carta e ne è riamato, senza dubbio. I suoi risultati sono di assoluto rilievo ed interesse anche nei lavori eseguiti su tavole o su tele: eguale la cura che lui mette nel suo lavoro, la precisione della tecnica. Eppure i suoi lavori su carta sono i migliori che lui produce, ineguagliabili per la bellezza dell’immagine, per la forza espressiva e per la maestria dell’esecuzione. Forse per il suo lungo dedicarsi alla fabbricazione delle carte (per anni è stata la sua professione) o per un affinità ancora precedente e che lo ha portato a passare una vita in mezzo a questa materia, la carta non è per lui semplicemente un supporto: diviene una parte fondamentale della composizione del quadro. Chiarani la lavora a lungo, in modo diversificato e attento, frutto di lunga esperienza e di grande capacità, e la trasforma, la rende permeabile ai colori, ne modifica lo spessore, la lucidità, ne diversifica e separa i vari strati. 
 
Franco Chiarani a Fighille in occasione dell'inaugurazione della Via Crucis Fighille-Petriolo
L’effetto di questo attento lavoro sulla carta diventa lo strumento per sostenere la drammaticità delle opere, amplificato dalla decisione di limitare sempre di più l’uso del colore, in un percorso di progressiva astrazione e semplificazione degli sfondi dipinti. Nelle opere (tutte su carta – libera, intavolata o intelata) si stagliano figure inserite in paesaggi urbani o naturali, a volte interni e, specie nelle opere più recenti, contornate da una ambientazione monocromatica, così incisiva da sovrastare e quasi opprimere le raffigurazioni umane. In alcune opere si trovano evidenti richiami al paesaggio che il pittore vive nel quotidiano; il profilo familiare dei monti della sua valle o i profili del castello e delle vie della sua città diventano il luogo di riferimento, così come i lineamenti delle persone ricordano gli effetti familiari e in alcuni casi una certa rappresentazione autobiografica. In altri il paesaggio si dilata in pianure o nebbie rarefatte, che non sono più un riferimento geografico, ma piuttosto una metafora, un’astrazione che trasforma gli elementi della natura in maniera simbolica. 


Franco Chiarani è pittore schivo, ma non introverso: ama comunicare, anche di se, ma non ama imporre il proprio sentire, il proprio punto di vista. È generoso, ma non invadente. Misurato in ogni sua espressione e sincero, nelle sue opere pone la stessa sincerità, trasferendo sulle carte il suo sentire, i suoi desideri, le sue passioni: in modo diretto oppure contenuto, poco appariscente, con grande lavoro e fatica – la stessa, forse, che fa per aprirsi agli altri. In tutte le opere si trovano sempre figure, a volte più evidenti, a volte solo tratteggiate nel paesaggio o negli interni rarefatti ed essenziali, individuati dallo spigolo di un muro, dalla sagoma appena tracciata di una porta. Non ci sono figure inserite in un ambiente, ma figure che nascono dal paesaggio, dal mondo circostante: le persone escono da linee che le accomunano a stipiti o curve dell’orizzonte, alle strade che percorrono, agli edifici che abitano, dai colori che sostituiscono le forme del mondo circostante, annientando la vista del mondo naturale e schiacciando con forza sovrumana le persone che vi sono inserite. L’ambiente e le persone sono un tutt’uno, compenetrate e unite in una totalità inscindibile. Non c’è un soggetto con un contorno ma tutto è un insieme misurato ed in assoluto equilibrio, di una drammatica perfezione. E proprio il senso drammatico delle opere diviene più palese: le figure si stagliano fra le linee come ergendosi in attesa ed esplode lo sgomento di fronte al mondo con una sensazione acuta di sospensione, dove si percepiscono allo stesso tempo la fragilità e il coraggio, la forza di accettare anche la propria disperazione. Nell’osservare queste figure delineate contro l’orizzonte, con lo sguardo rivolto sempre oltre, si intende chiaramente il loro aspettare a volte con timore, a volte con rassegnazione, a volte con rabbia, il futuro che incombe, incerto.


lunedì 22 agosto 2016

Gli spilli di maneglia (209)

 


 ....dal mare calmo della Riviera alle acque agitate della politica italiana....

domenica 21 agosto 2016

Opera della settimana (205)


L'opera selezionata per questa settimana è dell'artista Lucia Torelli:


A Rio con le Olimpiadi di Man (14) - Il finale


E anche le Olimpiadi di Rio 2016 se ne vanno in archivio. Resteranno nella memoria per le tante emozioni regalate agli sportivi italiani e per le tante bottiglie di champagne stappate.... quasi una nuova disciplina olimpica.....

tiro al bersaglio




sabato 20 agosto 2016

A Rio con le Olimpiadi di Man (13)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco la
scherma




Visti al museo (143) - Della Rina


E' in corso di svolgimento presso il  Castello di Frontone (dal 6 al 28 agosto) la mostra collettiva dal titolo “La montagna, la luce, l'acqua, il vento” che vede fra i protagonisti anche il biturgense Enzo Della Rina, ben noto per essere fra gli artisti del piccolomuseo di Fighille. L'evento gode del patrocinio del Comune di Frontone e della Galleria d'Arte Paleani



A Rio con le Olimpiadi di Man (12)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco il concorso di
equitazione




venerdì 19 agosto 2016

A Rio con le Olimpiadi di Man (11)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco il
pugilato




A Rio con le Olimpiadi di Man (10)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco la poco nota
chiromanzia olimpica




giovedì 18 agosto 2016

A Rio con le Olimpiadi di Man (9)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco il
basket



mercoledì 17 agosto 2016

A Rio con le Olimpiadi di Man (8) - speciale


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco il Viviani-d'oro nel ciclismo su pista


A Rio con le Olimpiadi di Man (8)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco il
judo

martedì 16 agosto 2016

A Rio con le Olimpiadi di Man (7)


Celebriamo le Olimpiadi di Rio 2016 con una serie di splendidi lavori grafici di Enzo Maneglia dedicati a "temi sportivi"....ecco lo
spirito di De Coubertain !