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venerdì 22 agosto 2014

Omaggio a Bardeggia - CAPITOLO 18


CAPITOLO 18
La fondazione del piccolomuseo di Fighille

In preparazione alla mostra della primavera 2002 presso il Santuario di Petriolo, ci recammo a visitare lo studio di Bardeggia a Case Badioli di Gabicce Mare. 
Ci accompagnava come sempre l'amico Franco Ruinetti.  
Bardeggia abitava lungo la statale in una bella villetta su due piani con un giardino sul retro. Il piano terra era interamente dedicato al suo studio che traboccava di opere. Alle pareti i capolavori di qualche anno prima. 
Ci fece accomodare in un salottino che dava sul giardino, in mezzo alle sue opere. Ci offrì delle caramelle mentre continuava a parlare. 
Ogni tanto Franco interveniva e rilanciava il discorso su alcuni aspetti della sua arte di cui anche lui era innamorato. Noi c’è ne stavamo lì ad ascoltare, incantati dal personaggio, mentre Damoris approfittava per scattare alcune foto ricordo.

in visita alla studio di Bardeggia
in visita alla studio di Bardeggia
Poi, sul finire della serata, con il suo solito garbato modo di fare, Franco butto là una proposta:
“Di’ Guerrino ma lo sai che questi ragazzi vogliono fondare un museo a Fighille?”
“Un museo? E dove lo fanno? C’è lo spazio adatto?”
“Pensano di usare la vecchia Dogana Pontificia. Non è messa benissimo ma con un po’ di pazienza e qualche lavoro potrebbe diventare una bella galleria d’arte”
“L’idea mi sembra bella. Però se ci aveste pensato prima……. dopo tutti questi anni che fate il concorso, oggi avreste avuto una galleria con pezzi di gran valore. Io ho già delle mie opere nel museo di….”
E iniziò a raccontare della infinita schiera di collezioni pubbliche e private che già all’epoca accoglievano le sue opere, aprendo continuamente nuovi filoni del discorso, come amava fare.
Dopo un po’ allora Franco lo punzecchiò di nuovo:
“Fondare un museo dal niente è un po’ arduo. Anche convincere gli artisti non sarà facile. Certo che se il primo a donare un’opera fosse Bardeggia………”
Guerrino, guardandolo con quel suo occhio svelto e con un sorriso sotto i labbri, ribatté subito:
“Tu Franco sai bene quanto io sia legato a Fighille. Per questo e anche perché penso che ai giovani che amano l’arte bisogna dare una mano, io non mi tirerò indietro. La prima opera del vostro museo sarà di Bardeggia e la sceglierete voi fra quelle che porteremo per Pasqua a Petriolo. Così vi ricorderete per sempre di me che sono stato il primo! E vedrete che dopo di me ne verranno molti altri…..”
Ci alzammo da quel salottino convinti di aver messo una prima pietra importante e felici di aver conosciuto questo gran personaggio. Ci fu ancora il tempo di vederlo qualche attimo al lavoro mentre incideva delle mattonelle in ceramica.

Era ormai il tramonto quando salutammo Bardeggia. Dopo una cena al ristorante “Il Gufo” di Rimini facemmo rotta verso casa. 
Nei mesi seguenti seguirono altri contatti ed altri incontri per organizzare la mostra al Santuario che si svolse in due settimane a partire dal 23 marzo 2002 con una grande partecipazione di pubblico. 
L’ultimo giorno, mantenendo fede alla sua promessa, mentre stavamo cominciando ad impacchettare le opere per il viaggio di ritorno, Bardeggia si avvicinò e ci invitò a sceglierne una. Non fu facile e un po’ dovemmo insistere perché a qualcuna era particolarmente legato e non se ne voleva separare. Ma alla fine cedette e ci consegnò proprio una delle sue preferite. 
Il quel momento nasceva il piccolomuseo di Fighille. 
Era il 7 aprile 2002.

al termine della mostra le opere pronte per la spedizione
Bardeggia con Alessandro Capacci mentre viene scelta l'opera per il Piccolomuseo
l'opera scelta per la fondazione del Piccolomuseo di Fighille

l'opera oggi in esposizione al Piccolomuseo di Fighille
l'opera oggi in esposizione al Piccolomuseo di Fighille
un dettaglio dell'opera
un dettaglio dell'opera
un dettaglio dell'opera